Le formiche

Le formiche ci aiutano a combattere l'effetto serra

Sono milioni e milioni le formiche che ci aiutano a combattere l'effetto serra. Si tratta dell'ecosistema più ricco al mondo. Ne esistono oltre 25.000 specie sul pianeta - non tutte conosciute - e si trovano proprio in ogni parte del globo, dalla foresta equatoriale alla savana africana e anche per le strade di New York dove si nutrono degli avanzi di cibo della popolazione eliminandone quasi una tonnellata ogni anno.

formicheLe formiche sono i più grandi ingegneri ambientali e architetti della terra. Le loro "case" sono enormi strutture sotterranee, delle vere e proprie "megalopoli" formicai che possono coprire una superficie di 50 metri quadrati, avere una profondità di 10 metri e un'altezza di sette.

Sono delle instancabili costruttrici sempre alla ricerca di cibo in grado di consumare circa 300 kg di materiale vegetale in un anno.

Se questa non è alta ingegneria!  Lunghe appena un millimetro, riescono a modellare un ecosistema, grazie al fatto che scavando per costruire i formicai rimuovono e rimescolano il suolo portando in superficie il terreno che si trova in profondità ed esponendo all'aria, rocce che contengono magnesio e calcio, capaci di assorbire l'anidride carbonica presente nell'atmosfera arrecando benefici al clima. Ecco come ci aiutano a combattere l'effetto serra!

Piccole, inarrestabili e indispensabili per l'ecosistema, riescono a proteggere tutte le piante di cui si nutrono dall'attacco di altri insetti dannosi.

formicheLe formiche raccolgono, consumano e disperdono semi di moltissimi vegetali quindi, sono utilissime attraverso la Mirmecoria alla diffusione di essi e di conseguenza alla ricostruzione dell'ambiente.

Non ci rimane altro da fare che imparare da questi minuscoli insetti, imparare che l'unione fa la forza. Straordinarie marciatrici che possono arricchire ma anche distruggere, come il passaggio di un esercito di invasori, infatti, non hanno sempre effetti positivi soprattutto se l'uomo impone la sua presenza la dove non dovrebbe. La loro numerosità infatti può causare seri danni a colture ed allevamenti, oltre che ad altre specie animali.

 

 



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