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I grassi sono tutti "cattivi"?

I grassi sono tutti cattivi? Banditi da ogni dieta, pare siano essere il nemico peggiore per la nostra alimentazione. Ma non è proprio così, non tutti i grassi sono cattivi. Come il rovescio di una medaglia, esistono anche quelli buoni, dobbiamo solo imparare a conoscerli e a sceglierli.

Intanto iniziamo con il dire che i grassi sono una fonte di energia per il nostro corpo, trasformano una parte dei carotenoidi in vitamina A (che favorisce la crescita delle ossa, protegge la pelle, regola il funzionamento della retina della vista, interviene nello sviluppo dell'embrione, nelle funzioni testicolari e ovariche ed è un antiossidante). Inoltre i grassi favoriscono la lubrificazione delle articolazioni, sono fondamentali per alcune parti del sistema nervoso e così via.

Eliminarli completamente dalla "dieta" è un errore. Impariamo invece a riconoscerli potendo scegliere i più indicati per la nostra alimentazione.

Senza entrare nello specifico (che renderebbe tutto un po' più complicato da comprendere) possiamo dire che, tra i grassi vi sono: quelli saturi, quelli insaturi e monoinsaturi. I primi sono definiti "cattivi" perchè favoriscono l'aumento del colesterolo, il nostro organismo li assimila molto velocemente ma, essendo diffiili da digerire il loro smaltimento è abbastanza lento. Li troviamo in alimenti di origine animale (ma non nel pesce) e anche in alimenti di origine vegetale come: formaggi, strutto, burro, insaccati, carni rosse, grassi di palma, cocco e burro di cacao.

I grassi "buoni" invece , sono quelli insaturi e monoinsaturi. Li troviamo nell'olio extravergine d'oliva (ricco di sostanze antiossidanti), nella frutta secca e negli alimenti di origine vegetale, sono i più semplici da digerire e proteggono il nostro organismo da infiammazioni e da alcuni tipi di tumori.

Quindi, cerchiamo di moderare l'utilizzo dei grassi insaturi riducendo l'assunzione di: salumi e insaccati, pancetta, cioccolato, carni rosse, olio e farina di cocco, burro, olio di palma, e anche la margarina. Quest'ultima anche se vegetale, durante la lavorazione subisce dei processi che trasformano i grassi in insaturi (grassi trans) e quindi dannosi per la salute perchè favoriscono l' aumento del colesterolo nell'organismo (molte industrie stanno affrontando il problema, cercando nuovi processi di lavorazione).

Per gli amanti dei formaggi possiamo dire che quelli più grassi sono: gorgonzola, mozzarella di bufala, fontina, caciocavallo, robiola, brie, crescenza e taleggio. Si tratta di formaggi ottenuti con latte intero, infatti, quelli prodotti con latte scremato o parzialmente scremato saranno più leggeri e quindi conterranno una quantità minore di grassi.

Anche la differente stagionatura incide sulla quantità di grassi, tant'è che i più stagionati fanno parte della "lista nera" dei formaggi  "inquisiti". La ricotta (che è un latticino), il quark, i fiocchi di latte e la feta, il grana, la mozzarella e i formaggi spalmabili (freschi e light), sono gli antagonisti del colesterolo.

Spesso ci ritroviamo a porci questa domanda: burro oppure olio? Il burro possiede meno calorie dell'olio quindi la scelta parrebbe già essere fatta, invece no! Perchè il burro contiene più colesterolo dell'olio, nel quale invece, è completamente assente. Quindi, la scelta giusta è l'olio (sempre in quantità moderate).

Se vogliamo rendere i nostri cibi saporiti senza togliere al nostro palato il piacere di un buon olio etravergine d'oliva, possiamo optare per la cucina al vapore, al forno e alla piastra, utilizzando "l'olio a crudo" dopo la cottura, questo ci permetterà di avere meno grassi ma non di rinunciare al sapore.

 

 



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